Ricavi in crescita per il Parmigiano Reggiano

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Secondo il bilancio preventivo 2021, i ricavi saranno pari a 51,8 milioni di euro (rispetto ai 38,4 del 2019 e ai 33,4 del 2018).

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Il Parmigiano Reggiano, simbolo dell’agroalimentare italiano, gode di buona salute malgrado il difficile momento (pandemia, Brexit, dazi commerciali USA, contraffazione internazionale).

Nei primi nove mesi del 2020 crescono vendite del porzionato (+15,1), quotazioni (+30%) e produzione (+4,86%). Il 2020 vede la produzione di Parmigiano Reggiano raggiungere i 3,95 milioni di forme (il livello più elevato mai registrato). Nel 2021 si attende un lieve incremento della produzione (+ 1% sul 2020).

L’Assemblea Generale dei Consorziati del Parmigiano Reggiano ha approvato il bilancio preventivo 2021. Il Presidente Nicola Bertinelli ha messo in evidenza  la necessità di investire in comunicazione per aprire nuovi spazi di mercato e collocare il Parmigiano Reggiano a un prezzo remunerativo.

Tra le novità, l’ulteriore sviluppo del Progetto Premium 40 mesi. Tra 3 - 4 anni il segmento 40 mesi arriverà a rappresentare il 3-4% del consumo totale, vale a dire oltre 100 mila forme.

Comunicazione e promozione

Sono 26 i milioni di euro (contro i 22,4 milioni del 2019) destinati a investimenti promozionali per lo sviluppo della domanda in Italia (17 milioni) e all’estero (9 milioni). Le attività promozionali prevedono programmi in-store, campagne pubblicitarie, sponsorizzazioni, fiere ed eventi, vendite dirette.

Da sempre il Parmigiano Reggiano è un alleato nella dieta degli sportivi. La giovane promessa del tennis Jannik Sinner diventa il nuovo volto del Parmigiano Reggiano. È il più giovane classificato tra i primi 100 della classifica mondiale ATP. Parmigiano Reggiano e Jannik Sinner sono un binomio vincente: eccellenze italiane, sinonimo di naturalità e carattere, modelli di eccellenza del Made in Italy.

Casadei Massari, proprietario di cinque ristoranti a New York City e Executive Chef noto a livello internazionale, è il nuovo ambasciatore negli USA delle qualità del Parmigiano Reggiano. Avrà il compito di promuovere e far conoscere il prodotto Dop dal punto di vista gastronomico, culturale e nutrizionale. “Più di ogni altra cosa - afferma chef Casadei Massari - voglio aiutare le persone a capire che mangiando cibo migliore si sentiranno più felici. Consumare Parmigiano Reggiano è un ottimo modo per vivere un'esperienza gustativa straordinaria, sempre all'interno di una dieta bilanciata. Presenterò alcune nuove ricette, molto salutari, ma anche alcuni abbinamenti inediti ed eccezionali”.

Previsto anche il lancio del nuovo sito web USA, dedicato alla promozione di attività, ricette e contenuti interattivi che riguardano sia Chef Massari che il Parmigiano Reggiano.

Produzione e export 2019

Il Parmigiano Reggiano si conferma il primo prodotto Dop in Italia con un giro di affari di 1,56 miliardi alla produzione e 2,6 miliardi di euro al consumo, una quota export che supera il 41% (+4,3% crescita a volume rispetto al 2018). 

La Francia è il primo mercato (21% dell’export totale), seguito da USA (20,9%), Germania (17,8%), Regno Unito (12,3%) e Canada (3,9%).

Francia (+2,2%) e Regno Unito tengono (+2,7%), la Germania cresce (+6,7%%) dopo la flessione registrata nel 2018, così come la Svizzera (+16,3%) e gli Stati Uniti (+12,9%), questi ultimi per effetto della paura dei dazi.

Crescono anche i nuovi mercati come Australia (+21,3%), Cina (+36,4%) e Paesi Arabi (+2,9%). Rallenta invece il Canada (-26,5%) a causa degli adattamenti del CETA.

Italian Sounding

Se in Europa il Parmigiano Reggiano beneficia di una protezione completa (solo il Parmigiano Reggiano può fregiarsi del nome parmesan), fuori dall'Unione Europea il termine non gode di alcuna tutela.

La maggior parte dei casi di italian sounding consiste nel fenomeno dell’evocazione - imitazione del nome. Sono comuni anche i casi di prodotti trasformati che, in etichetta, segnalano impropriamente la presenza di Parmigiano Reggiano, per trarne un indebito vantaggio.

Il Consorzio stima che il giro d’affari del falso Parmesan, considerando soltanto l’area extra UE, sia pari a 2 miliardi di euro, circa 200.000 tonnellate (15 volte il volume del Parmigiano Reggiano Dop esportato).

Il Consorzio si sta battendo affinché, anche fuori dall’Unione Europea, il nome Parmesan possa essere utilizzato solo per l’autentico prodotto Parmigiano Reggiano. Dopo i successi in Nuova Zelanda e in Cina del 2019, il Consorzio ha sconfitto anche il gigante Campbell che dovrà ora rimuovere i riferimenti alla Dop dalle etichette dei sui prodotti.

La mancanza di trasparenza non danneggia solo le aziende italiane, ma anche i consumatori di tutto il mondo.

Fonte: Consorzio Parmigiano Reggiano

 

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