SACE - Simest: Export italiano settembre 2020

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L'export italiano di beni mostra una contrazione dell'11,6% nei primi nove mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

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Mese di riferimento

La congiuntura. Le esportazioni italiane, già in crescita ad agosto e, in media, nel trimestre precedente, sono aumentate anche a settembre (+2,7% rispetto al mese di agosto, +30,4% nell’ultimo trimestre rispetto ad aprile-giugno).

Il trend. A settembre si è osservata una crescita del 2,1% dell’export in valore in termini tendenziali, influenzata dai valori medi unitari. 

Contesto globale. Rispetto all’anno scorso, nel mese di settembre alcuni mercati risultano in avanzamento (crescono a doppia cifra Cina, Polonia, Svizzera e  Stati Uniti), altri, invece, mostrano un peggioramento (Regno Unito: -3,9%, Repubblica Ceca: -10,2%).

Come sta andando nei primi 9 mesi

Si osserva un miglioramento della dinamica dell’export tendenziale, che rimane tuttavia negativa  (-11,6% tra gennaio e settembre, in termini tendenziali). I settori più in difficoltà, che impattano maggiormente, sono mezzi di trasporto, tessile e abbigliamento e prodotti delle altre attività manifatturiere.

Dentro e fuori l’Unione Europea

Sebbene nei primi nove mesi l’andamento generale dell’export sia stato negativo, in alcuni Paesi la contrazione della domanda è stata minore rispetto alla media. In UE, si segnalano Paesi Bassi (-5,2% rispetto allo stesso periodo del 2019) e Germania (-7,5%), con l’eccezione positiva del Belgio (+6,0%). 

Tra i mercati extra-UE, invece, Giappone (-6,0%), Svizzera (-6,8%) e Stati Uniti (-7,5%). In particolare difficoltà, invece, le esportazioni dirette verso India (-31,4%), America centro-meridionale (-21,1%) e Africa settentrionale (-19,9%).

Focus Paesi

Tra gennaio e settembre si è osservata una dinamica negativa nella vendita di tessile e abbigliamento in Giappone, Repubblica Ceca e Austria (rispettivamente -20,8%, -21,2% e -26,4%, in termini tendenziali). I prodotti alimentari mantengono un’incidenza positiva nelle scelte dei consumatori cechi, giapponesi e austriaci (rispettivamente +7,8%, +4,0% e +1,4%); mentre si confermano solidi apparecchi elettronici (es. apparecchi per TLC ed elettronica di consumo, audio e video) per Tokyo e Praga (rispettivamente +50,6% e +13,8%) e, negativi ma sopra la media, per Vienna  (-6,0%).

Focus industrie e settori

In termini di raggruppamenti principali di industrie, le esportazioni di beni di consumo si sono mantenute sopra la media (-7,2% rispetto ai primi nove mesi del 2019), grazie sempre all’andamento meno negativo delle vendite dei beni di consumo non durevoli  (-5,4%) rispetto a quello delle vendite dei beni durevoli (-16,1%).

Per l’export di beni intermedi (-10,8%), la dinamica migliore della media dei prodotti chimici e degli articoli in gomma e plastica risulta decisiva per l’aggregato, che ottiene un risultato migliore delle esportazioni complessive.

Si conferma negativo l’andamento dei beni strumentali (-15,0%), sebbene non rallenti la ripresa in atto da maggio (+5,5% di settembre rispetto ad agosto scorso).

Tra gennaio e settembre dell’anno in corso, la domanda estera di mezzi di trasporto Made in Italy è calata del 16,1%. Particolarmente negative le performance di Regno Unito, Francia e Germania, che hanno registrato una contrazione delle vendite nel settore, rispettivamente, del 31,5%, 22,2% e 11,0% in termini tendenziali.

L’export di apparecchi elettronici ha mostrato, in generale, una flessione del 5%, sebbene verso Stati Uniti e Regno Unito sia cresciuto, rispettivamente, del 3,6% e dell’1,5%. 

Le vendite di prodotti alimentari e bevande rimangono in positivo (+2,9%), grazie soprattutto alle richieste di Berlino (+6,7%), Parigi (+3,6%) e Washington (+3,1%).

Fonte: SACE - Simest

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