Brexit e contratti commerciali

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Sintesi del Tascabile Brexit realizzato da Agenzia ICE che analizza gli effetti della Brexit sugli accordi commerciali tra imprese.

Brexit e contratti commerciali

Se un’impresa ha uno o più contratti commerciali con società aventi sede nel Regno Unito (o viceversa), ovvero i contratti siano regolati da legge inglese, è prudente eseguire una verifica.

Principali aree di rischio

Aumento delle barriere commerciali

Una conseguenza certa della Brexit è l’aumento delle barriere commerciali. Oltre ai controlli doganali per le merci in transito tra Regno Unito e UE potrebbero essere applicate delle tariffe a beni e servizi forniti da e verso l’UE. Questo irrigidimento del sistema di scambi commerciali potrebbe causare ritardi e un aumento dei costi per le imprese che operano con il Regno Unito.

È dunque importante per l’impresa valutare l’impatto commerciale che questi rallentamenti e spese aggiuntive avranno su ciascun accordo di cui è parte, per eventualmente rinegoziare alcune disposizioni. Per quanto riguarda la contrattazione di accordi futuri, è probabile che l’impresa dovrà adeguare i prezzi per tenere conto delle variazioni, fiscali e non, che seguiranno la fine del periodo di transizione.

Fluttuazioni valutarie

C’è un rischio concreto che i prossimi mesi vedano delle fluttuazioni più o meno marcate del valore della sterlina. Nella negoziazione dei nuovi contratti e, ove possibile nei contratti esistenti, sarebbe opportuno considerare come allocare il rischio di future variazioni del valore della sterlina rispetto alla valuta di riferimento.

Legge applicabile

Il diritto contrattuale inglese non sarà sostanzialmente influenzato dalla Brexit, e i suoi vantaggi, come la sua prevedibilità, i precedenti giudiziari e l'enfasi posta sul mantenimento e il rispetto degli accordi commerciali tra le parti, rimarranno.  Tuttavia, le aziende dovranno considerare se le clausole sulla giurisdizione inglese continueranno a essere adatte alle loro esigenze.

Foro competente

I vantaggi principali della scelta del foro competente quale quello dei tribunali inglesi dovrebbero restare tali (si pensi, ad esempio, all'indipendenza e alla competenza della magistratura, alla velocità e alla flessibilità dei procedimenti).

Tre questioni sono da prendere in considerazione in relazione all'uso delle clausole di giurisdizione inglese.

1) Le parti possono ancora attribuire ai tribunali inglesi la giurisdizione sul loro contratto?

È molto probabile che ciò rimanga possibile. Anche quando il regolamento di Bruxelles I bis cesserà di applicarsi al Regno Unito, è probabile che i tribunali inglesi accetteranno la giurisdizione sulla base della scelta delle parti secondo il diritto inglese.

2) I tribunali degli altri Stati membri dell'UE rispetteranno una clausola di giurisdizione esclusiva a favore dei tribunali inglesi?

Quando il regolamento di Bruxelles I bis cesserà di applicarsi al Regno Unito, quest'ultimo diventerà un paese terzo per i suoi scopi. Ciò potrebbe comportare una maggiore complessità e una maggiore incoerenza nel trattamento di tale clausola. Tuttavia, questo rischio può essere compensato da una maggiore libertà per i tribunali inglesi di proteggere la loro giurisdizione, principalmente attraverso ordini che impediscono a una parte di avviare o continuare un procedimento in un'altra giurisdizione.

3) Le sentenze dei tribunali inglesi saranno eseguite in altri Stati membri dell'UE?

Quando il regolamento di Bruxelles I bis cesserà di applicarsi al Regno Unito, l'esecuzione in altri Stati membri dell'UE sarà soggetta alle leggi procedurali nazionali. Dopo la fine del periodo di transizione, nei casi in cui è probabile che una sentenza inglese richieda l'esecuzione in uno Stato membro dell'UE (per esempio, se una controparte è domiciliata in tale Stato), possiamo presumere che si applicherà il diritto nazionale in questione e sarebbe preferibile ottenere una consulenza locale sulle implicazioni dell'esecuzione di una sentenza inglese in quello Stato, oppure utilizzare l'arbitrato se il contratto lo permette.

L'arbitrato non sarà probabilmente influenzato dalla transizione del Regno Unito fuori dall'UE, in quanto il diritto arbitrale è generalmente regolato dal diritto nazionale (l'Arbitration Act 1996 in Inghilterra) e dalla Convenzione di New York, che è uno strumento internazionale non-UE.

FonteTascabili Brexit - Agenzia ICE

 

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